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BARESI SIPARIO AZZURRO

baresi annuncia l'addio alla nazionale ore 17 con un futuro da scegliere nel milan, giocare un altro anno o fare il dirigente dopo dodici anni di nazionale italiana

5 ottobre 1994
 
BARESI SIPARIO AZZURRO
 
Grazie Capitano
Ore 12: annuncio del Ct. Ore 17,30 Franco spiega il suo addio
 
MILANO - Finisce qui: senza lacrime, anzi con (moderata) allegria. Non ci ripenserà, non tornerà indietro.
Dice: Non ce ne sarà neanche il tempo, stavolta. Già. Franco Baresi lascia alle sue spalle dodici anni di azzurro.
 
Stop, si scende. Lo lascia con uno sguardo al domani (il suo contratto scade il 30 giugno 95), che per lui vuol dire scegliere. Fra tre opportunità. la prima: faticare ancora un anno col Milan. La seconda: accomodarsi dietro a una scrivania, da dirigente Fininvest e rossonero.baresi e il ritiro azzurro nazionale
 
 
La terza: filare verso il Giappone, una stagione o due, laggiù col pallone si invecchia di meno. L'offerta è arrivata da tempo, cosa sarà?
"E chi lo sa? Non me lo immagino ancora, il futuro. Vedrò, vedremo. A febbraio - marzo. Coi dirigenti del Milan".
Questo addio alla Nazionale, così repertino. Davvero: non ce aspettavamo...
"Vi faccio sempre qualche sorpresa. Ma avevo qualcosa dentro, da quel giorno...
"Quel giorno ai Mondiali, il rigore sbagliato, quel pianto. Siamo arrivati al nocciolo, vero?
"E in quel momento che ho pensato: resisto o pure lascio la Nazionale, due mesi e mezzo di dubbi, quotidiani. Fino a...
Eppure per Slovenia - Italia aveva detto si, senza turbamenti...
"Si, ma sempre con quel dubbio. Fino all'altra settimana, dopo la partita col Salisburgo".
Un occhio nero (è ancora pesto): c'erano anche gli accidenti?
 
"No, solo che stando a casa, ho capito: è giunta l'ora di ridurre gli impegni, di dire basta alla Nazionale. L'ho detto a mia moglie Maura ha detto: va bene"
E poi a Sacchi e al Milan: come l'ha scritto, questo addio?
"Sono andato in sede al Milan. L'ho detto a Galliani. Risposta: fai come meglio credi. Ho telefonato a Sacchi: da grandi amici quali siamo. Ha capito subito, tutto."
Quattro giorni, quel segreto l'ha custodito con gelosia: è stato Sacchi ad annunciarlo...
"Giusto che fosse così, toccava a lui. L'altra volta, due anni fa, ero stato io a dire basta"
Già, quella volta, settembre del '92. Era un addio strano, triste, infatti durò lo spazio di venti giorni...
Ma allora ero più giovane, due anni in meno: mica è uno scherzo alla mia età.".
Trentaquattro anni: si ha come il senso di una pesantezza improvvisa. Insopportabile.
"Se è per questo no. Ho ancora voglia di allenarmi, di giocare. Ma ho anche bisogno di riposarmi, quando il calcio milanista si ferma: ovvero quando c'è la Nazionale."....
 
Corriere dello Sport Stadio
Roberto Omini

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