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16 novembre 2017

LA NAZIONALE I SOLDI ED IL RESTO

Ai microfoni di TMW il pensiero di Giorgio Micheletti:
Giorgio, tutti noi abbiamo dovuto fare il conto con tutto il day after: ieri una lunghissima giornata in figc l'esonero di Ventura, le non dimissioni di Carlo Tavecchio..
Inanzitutto se fossimo passati, ci saremmo interrogati sulle difficoltà che sta vivendo il momento del calcio? Ci saremmo preoccupati di capire chiudere la bocca a quelli che se la pigliano con gli stranieri perche bastava fare il conto nel
2006 quando abbiamo vinto il mondiale c'era lo stesso numero di stranieri.
Questo ci porta ad arrivare a fare un'analisi di fondo che è questa:
Da una parte ci riempiamo la bocca e siamo contenti di dire che il campionato di serie a è uno dei più difficili, interessanti, appassionanti, combattuti.. poi con la nazionale facciamo queste figure barbine.
Delle due l'una, siccome non siamo in grado di tenere due piatti come fanno i prestigiatori cinesi scegliamo, vogliamo essere bravi di club? Non preoccupiamoci della Nazionale quindi mettiamo i club in condizione di essere al top.
Vogliamo essere al top per quel che riguarda la Nazionale? E' chiaro che questo ci porterà ad essere meno importanti dal punto di vista dei club perchè se siamo arrivati in fondo alle manfestazioni di club, non è certo per le prestazioni degli italiani, ma soprattutto perchè le squadre di club hanno i giocatori stranieri importanti e questo mi porta a fare un'ulteriore considerazione : perchè continuiamo a dire, se otteniamo questi risultati con le squadre di club, che l'italia non è più appetibile per i giocatori stranieri?
Perchè se cosi fosse, non mi spiego perchè arriviamo in fondo, spesso e volentieri negli ultimi anni, nelle manifestazioni di club con le squadre di club.
Detto tutto ciò, Ventura andava esonerato dopo la partita di ritorno con la Spagna secondo me, perchè non puoi obbligare una federazione a far partire un campionato prima delle scansioni normali e ottenere quel risultato.
Secondo: Ventura non aveva più in mano lo spogliatoio, terzo, siamo arrivati alla conclamazione del fatto che l'errore non è di Ventura ma di chi l'ha scelto.
Perchè chi l'ha scelto doveva sapere che Giampiero Ventura per fare bene il suo mestiere che è quello dell'allenatore, ha bisogno di stare sul campo 26 ore al giorno. Perchè solo cosi la sua metodologia di lavoro paga. Non è un motivatore, è un tecnico nel vero senso della parola, è uno che con la reiterazione dell'atto, fatto fare e studiato sul campo ottiene il risultato.
Lui è uno che ha bisogno di allenare trentasei volte al giorno, non una volta ogni trentasei giorni.
Pensando al fatto che la nazione che ha più stranieri in assoluto è l'Inghilterra che ha sempre avuto delle percentuali molto alte da questo punto di vista, la stessa Inghilterra che a livello federale, ha deciso dopo i tanti flop di iniziare un percorso basato sui giovani e stanno giocando loro, quindi è questione di coraggio, di programmazione, di farli giocare non solo a parole questi giovani..
Rientriamo nell'ottica il risultato non è importante ma è tutto perchè in Italia adesso ci riempiamo la bocca di tanti discorsi filosofici, ma se per caso in una qualsiasi partita delle altre, fuori le due della Spagna, avessimo fatto giocare i giovani e avessimo non dico perso ma anche pareggiato contro la più scarsa del nostro girone, noi, parlo dal punto di vista di chi fa informazione, saremmo stati i primi a dire ma dove caspita vuoi andare con i giovani, che giovani di menta che abbiamo, ma cosa li abbiamo fatti giocare a fare... perchè questo è l'atteggiamento culturale del mondo del calcio italiano.
Tutti pronti ad inneggiare, a richiedere cambiamenti, ma nel momento in cui il cambiamento parte e necessita di tempo, tutti pronti a dire che il tempo non c'è.
Perchè il mondo del calcio è questo, il mondo del calcio è quanto più autoreferenziale esista nell'orbe terracqueo, perchè il mondo del calcio è l'unico istituto dove il mondo del calcio fa le regole e le disattende sapendo che le può disattendere senza che nessuno dica niente, perchè il mondo del calcio è l'unico mondo dove il controllori controllano i controllanti.
E' assurdo cercare di trovare una linea comportamentale normale all'interno di un mondo che ha per l'anormalità una predilezione esagerata.

E' con questa riflessione che si spiegano le non dimissioni di Tavecchio?

Non lo so. Io credo che molta sia voglia di restare attaccati ad una poltrona ma non per amore della poltrona tanto perchè ormai sei finito incastrato in un meccanismo al quale tu devi dare conto, banalizzo molto il concetto e non so se sia il caso della figc: non vorrei che tavecchio avesse staccato delle ricevute di pagamento, metaforicamente parlo, nei confronti di ventisei persone e se esce fuori dal ruolo queste ricevute non le può onorare, sempre metaforicamente parlando. Sempre parlando non di promesse di carattere economico ma di strategie, di cose, di necessità.
E' inutile che stiamo qui a menarcela, in Italia contano i club non la Nazionale.
E' vero che adesso il movimento ha perso un sacco di soldi, ma state pur sicuri che i singoli club, come le singole storie, con i singoli fatturati, con i singoli uffici marketing, di questa crisi non ne soffriranno, parlo di top team, ne soffriranno le squadre di seconda fascia, il movimento di base perchè è da li che arrivano i soldi.
Ecco perchè per l'elezione di un presidente di federazione contano i dilettanti e non i professionisti, perchè è la in fondo che alla fine che i veri soldi arrivano o non arrivano. 









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