Sezione: Intervista - intervista esclusiva
Intervista esclusiva a Giorgio Micheletti
Benvenuto a quest’intervista un po’ particolare.Iniziamo subito.
Tu hai fatto studi classici, da dove viene, com’è nata questa tua passione per il giornalismo sia sportivo sia rivolto alle news?
Ho sempre voluto fare il giornalista, dall’età della ragione, mi divertivo a raccontare tutto ciò che sentivo.
All’età di 20 anni sono stato preso da TeleMontepenice e dopo 1 anno e mezzo ho piantato l’università.
C’è qualcuno a cui, volevi assomigliare o a cui ti sei ispirato quando hai iniziato, nel 1976? Come vedevi il giornalismo con il pensiero di un giovane novello?
Quando ho iniziato no, dopo ho scoperto molte personalità. Quelle a cui avrei voluto avvicinarmi erano Beppe Viola e Gianni Brera.
Viola era un dissacrante cronista nel modo di fare, Brera perché ha sempre dimostrato una cultura non solo sportiva, e questo gli ha portato a fare pezzi oltre lo sport.
L’utilizzo di termini non sportivi per spiegare concetti sportivi, l’utilizzo di terminologia di contaminazione, esempio di uno sport per spiegarne un altro, segno di una costante ginnastica mentale che lo ha fatto diventare inarrivabile.
Professionalmente parlando, c’era un punto d’arrivo a cui aspiravi?
No, non ho mai avuto un tetto, mai mirato ad un posto, un luogo, sempre lavorato dove mi portava il lavoro di volta in volta
Un’ultima domanda: Sei uno dei giornalisti, conduttori più amati dal pubblico, cosa pensi di dare e da cosa pensi derivi questo affetto del pubblico nei tuoi confronti? Ad esempio nel 2004 hai vinto un sondaggio su Internet dove la gente doveva votare tra le varie categorie e nel settore conduttori hai vinto tu a livello nazionale..
Credo di avere portato sempre e comunque il mio modo di essere.
E il rispetto per le persone e il loro lavoro, che non è poco.
Nello studio dove sei tu, la gente viene, in quelli che hai lasciato, la gente non va più. (aggiunta intervistatore).
Si, ma vedi, per me lavorare non è un momento diverso dal resto della giornata, così come sono in televisione così sono fuori. Per me è normale, io sono cresciuto con questa mentalità, non fingo d'essere differente da quel che sono e forse questo la gente lo apprezza, l’aver fatto studi classici mi ha portato ad avere un’elasticità mentale.
Quando sono in televisione cerco sempre di usare termini chiari e fare trasmissioni buone per la gente, mai pensando d’essere io il protagonista.
Grazie per l'intervista... a presto...
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