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THOHIR MI CONVINCE, ALLEGRI MENO E SE..
21 luglio 2014

La redazione di Calcissimo.com ha contattato in esclusiva Giorgio Micheletti, giornalista sportivo e conduttore televisivo, che ci ha concesso una lunga intervista sui temi d'attualità legati al calcio di casa nostra.intervista giorgio 21 7 2014

Giorgio come giudichi il primo approccio al mercato della nuova Inter?

L'approccio al mercato nella nuova era Thohir è completamente diverso da quello tipico italiano, essendo il l'indonesiano un uomo che crede nel bussiness sportivo: niente nomi che vendono magliette o abbonamenti ma giocatori che nel rapporto qualità/prezzo siano fondamentali dal punto di vista sportivo senza appesantire le casse societarie e Vidic ne è l'esempio.

Poi si va a caccia di giovani che, ci si augura, possano esplodere e rappresentare non solo un bene per l'Inter di oggi (per esempio Dodò) ma anche per quella che verrà.

Saliamo sul ponte del naviglio per raggiungere l'altra sponda, quella rossonera, che sensazioni ti ha suscitato il primo periodo di Inzaghi come allenatore del Milan e cosa ti aspetti da questa stagione rossonera?

Inzaghi-Milan possiamo paragonarlo a quanto fatto dalla Juve con Conte: ridare quel tocco di rossonero, come Conte ridipinse di bianconero la Juve, che è venuto meno negli ultimi tempi. Pippo porterà, o meglio, riporterà il modo di vivere la gara, fatto di adrenalina pura, che forse è stato perso dall'ambiente.
Bergomi raccontava di come Inzaghi vivesse la vigilia delle partite, con notti insonni fatte anche di mal di pancia dovuti alla tensione, un po' come il Conte di cui si parla di questi tempi. Serve il vivere l'attesa della gara, qualunque essa sia, come fosse la più importante di tutte.
Per quanto riguarda la stagione mi aspetto un Milan che torni ad essere protagonista in un'annata da affrontare solo sul territorio italiano. La Roma della scorsa stagione o la prima Juve di Conte ne sono esempio, poi i risultati dipenderanno da tanti altri fattori, non per forza si deve vincere per guidicare una stagione positiva.

Poi c'è la Juve, la Juve di Allegri. Con l'addio di Conte si sono ribaltati i pronostici per il campionato e se si quanto?

Si e credo si siano ribaltati di parecchio. La Juve è stata Antonio Conte, lui è quanto di più Mourinho ci possa essere nella categoria allenatori italiani, era la chiave del motore. Agroppi una volta mi diceva che un allenatore incide per il 20% in una squadra, Conte credo sia arrivato al 45, forse 50%. Allegri ha tutto da perdere e nulla da guadagnare dovrà gestire uno spogliatoio forse vedovo del suo leader massimo e chissà come andrà con Pirlo, senatore della Juve insieme a Buffon e pochi altri, dopo gli eventi tra i due, mai chiariti definitivamente, durante la convivenza in rossonero.
Questa situazione ha innegabilmente dato forza alle altre candidate allo scudetto ma attenzione anche dal punto di vista dei rapporti con la tifoseria: la gente bianconera è arrabbiata con la società perchè ritiene le dimissioni di Conte una vittoria per Marotta.
Non sarà facile vivere una stagione in un ambiente tanto potenzialmente infiammabile. La cura? Come sempre, i risultati, senza sarà davvero dura.

A proposito delle rivali scudetto: c'è la Roma e il suo mercato importante e poi il Napoli. Callejon dice “Napoli candidata per lo scudetto e pronta per arrivare lontanissimo in CL (finale) ci credi?

La Roma punterà allo scudetto. Ha capito che in questa situazione è l'obiettivo più “facilmente” raggiungibile. Non mi meraviglierei di un flop europeo magari dovuto anche al tasso, non elevatissimo, di esperienza internazionale che potrebbe pesare. Mi sembra più pronta per vincere in Italia.
Anche gli azzurri potranno essere tra i protagonisti in Italia, diverso, anche in questo caso, il discorso europeo: lo scorso anno si è usciti dal girone, seppur terribile con Arsenal e Borussia Dortmund, per non aver pensato a gestire il risultato in Germania con i tedeschi (con un pareggio il Napoli sarebbe passato).
Mi aspetto, e credo ci stia già lavorando, qualche variazione tattica, oltre a qualche innesto di qualità a centrocampo, di Benitez: serve maggiore equilibrio, è il solo modo per avere grande continuità di gioco e di risultati.

Giochiamo al gioco dei se: Cosa succede se parte Balotelli e se resta Balotelli?

Se parte sarà sempre più il Milan di Inzaghi e le casse societarie torneranno a sorridere. Se resta potrebbe diventare un'occasione per entrambi, per Mario, che avrebbe l'ennesima chance da non farsi scappare ma soprattutto per Pippo: se non riesce a plasmarlo si dirà “va beh è successo a molti”, ma se ci riesce dimostrerà al mondo che il problema non era Mario ma chi, evidentemente, non ha saputo né gestirlo né farlo rendere al meglio. Quale occasione migliore...

Cosa succede se parte Pogba e se resta Pogba?

Se parte potrebbe sembrare uno sgarbo, una ripicca nei confronti di Conte ma, allo stesso tempo, ci sarebbe la possibilità di sondare il terreno per giocatori più importanti magari in uscita da grandi club europei. Se resta rappresenterà un punto di forza nella Juventus di Allegri, come fu anche per il suo predecessore.

Sulla Fiorentina, cosa succede se parte Cuadrado e se resta Cuadrado?

Su di lui sembrano esserci il Bayern e il Manchester United, ma credo che a spuntarla saranno gli inglesi con Van Gaal che vorrebbe utilizzarlo allo United come ha utilizzato Robben nell'Olanda. Se parte la Fiorentina avrà soldi da investire per coprirsi in quei ruoli in cui l'organico appare deficitario. Se resta avrà due “nuovi” compagni: Rossi e Gomez. Non mi pare poco e Montella lo sa.
La redazione di Calcissimo.com ringrazia Giorgio per la gentilezza e la disponibilità dimostrata, non solo nel corso dell'intervista.





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