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10 ottobre 2014

Sapete che ogni tanto mi piace andare a curiosare tra i numeri dei campionati europei (non quelli di campo ma di società) e capire perché succedono delle cose da altri e non da noi.
Inoltre, ho trovato un validissimo alleato in bel pezzo di Marco Bucciantini, collega dell’Unità, che ha analizzato il reportDeloitte nell’Annual Review of Football Finance 2014, mettendo a confronto Italia, Inghilterra, Francia, Spagna e Germania.editoriale del 10 10 2014

Da questo ‘libro bianco’ emerge che: in Serie A, 18 anni fa, il fatturato era di circa un miliardo di euro, in Premier League di 1 miliardo e 200 milioni e a distanza seguivano la Liga (722 milioni), la Bundesliga (681) e la Ligue 1 (607).
Ad oggi posizioni cambiate: la Premier League fattura circa 3 miliardi di euro, la Bundesliga segue con 2.018 milioni di euro, la Liga spagnola 1.859 milioni, la Serie A 1.682 milioni, i francesi quasi 1.300 milioni.

Tutti hanno aumentato i propri introiti, è lampante, ma perché l’Inghilterra di più? La risposta è perché vende più biglietti: 3,5 miliardi contro poco più di uno in Italia (ultimi 5 anni).
Di contro, oltremanica non sono riusciti invece in un’opera che noi abbiamo incominciato, piano, ad affrontare: l’abbattimento del costo del lavoro. In Inghilterra siamo al 71% (quota che noi abbiamo raggiunto scendendo dal 74), ma essendo decisamente superiore il fatturato, ecco spiegato perché i calciatori forti vanno oltre la Manica.
La Bundesliga è il campionato col maggiore controllo dei costi, con un rapporto stipendi-fatturati stabile al 51%; il fatturato ha segnato una crescita dell’8% e i tedeschi campioni del mondo hanno stabilito anche un nuovo record aumentando i profitti operativi di 74 milioni di euro, il 39% in più rispetto alla stagione precedente, attestandosi a 264 milioni.
Altri numeri da fare invidia: il 27% dei ricavi arriva dagli sponsor, il 26% dai diritti televisivi, il 21% dai biglietti venduti, il 7% dal merchandising, 16 società su 18 sono in attivo. Secondo il Report Bundesliga 2012, i club tedeschi s'indebitano per 40 euro ogni 100 incassati.
In Italia ne incassano 100 e ne impegnano 156. Infine, i tedeschi hanno da tempo fatto partire una politica calcistica tutta rivolta ai giovani: mediante investimenti mirati e coinvolgenti società, federazione e amministrazioni locali sono state create 366 scuole calcio, coordinate da 29 centri dislocati sul territorio.

E questo permette di portare a giocare in prima squadra circa il 15% dei ragazzi che escono dai settori giovanili (in Francia siamo al 20%) facendo diventare l’età media di quasi 25 anni battuta solo dagli olandesi. Sapete invece quanti sono in Italia i giocatori del settore giovanile che arrivano in prima squadra? Il 7,8 %, siamo 31esimi su 31 Paesi e abbiamo l’età media (27,1) tra le più alte in assoluto.

 





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