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LA REGOLA DEL DUE
21 gennaio 2014

La prima di ritorno ha mandato in archivio DUE protagonisti che con le loro DUE reti hanno permesso alle loro DUE squadre di vivere momenti esaltanti e di intersecare i loro DUE destini. Almeno per 90 minuti.

Fin troppo ovvio pensare ad Alessandro Matri e Rolando Bianchi. Entrambi venivano da tempi difficili per chi di mestiere fa il goleador. Matri, dopo le ottime cose fatte a Cagliari e a Torino, sponda Juve, si era un po’ perso e aveva toccato il fondo con il Milan di questo inizio stagione, tanto che molti, quando la Fiorentina ne ha annunciato l’ingaggio, si erano domandati se non fosse arrivato un pacco.editoriale 21 1 2014

Dimenticando che Matri ha una caratteristica precisa: la sua percentuale di realizzazione (tanto per usare un termine “baskettaro”) è molto alta, ma deve avere palloni da giocare, cosa che nel Milan non sempre capitava. Ieri, a Catania, due palle due gol e nessuna risposta migliore che si poteva dare a tutti e un nuovo messaggio alla piazza toscana, che ora può aspettare il rientro di Gómez con meno ansia e pressione.

Un po’ diverso il discorso per Bianchi che, invece, da quando era finito in rotta di collisione con la dirigenza del Torino, si era smarrito e aveva perso la via del gol. Ieri, con la doppietta rifilata al Napoli, ha consentito al Bologna di conquistare un punto che dà più fiducia che speranza e ha altresì permesso alla Fiorentina di continuare a puntare al terzo posto.

I punti tra partenopei (un po’ presuntuosi e disattenti ieri in difesa al Dall’Ara) e i toscani sono tre, mentre la formazione di Benitez continua a perdere irrimediabilmente contatto con la Roma per la lotta alla seconda piazza.

Nella regola del due di quest’ultimo turno dovrebbe essere iscritto anche Vidal per la sua ennesima doppietta, ma le prestazioni del cileno ormai non fanno più notizia, così come non fa più notizia la cavalcata della Juventus, che sta frantumando record su record facendo impallidire anche il passato più recente. Conte ha fatto diventare questa formazione una vera macchina da guerra, che farà fatica in Europa ma che in Italia non ha avversari.

Alla regola del due di questa domenica sfugge Seedorf, il più atteso. Anzi, ha corso il rischio di entrare in quella dell’uno (vale a dire il pareggio), se non ci fosse stato il rigore di Balotelli a dare i primi tre punti della sua carriera di allenatore.

Il Milan visto contro il Verona non può essere ancora quello dell’allenatore olandese, ma la sensazione è che almeno un po’ più di anima rispetto a quello di prima l’abbia ritrovata; segno che i giocatori ancora una volta fanno e disfanno le fortune di chi li allena.





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