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11 maggio 1979

Il giovane giocatore del Milan ha subito conquistato una serie di record.

A diciotto anni è diventato titolare, è stato proclamato miglior giocatore al termine del girone d'andata e ha vinto uno scudetto. "Non riesco ancora a crederci, mai avrei immaginato di vivere una stagione così bella"

baresi esistono le favole"Adesso per me verrà il difficile ma posso migliorare ancora" Il suo unico rimpianto: non aver segnato un gol in campionato.

Un grazie a Liedholm: "La sua saggezza mi è servita moltissimo".

Alla fine del girone d'andata fu proclamato miglior giocatore del campionato da tutti i tecnici della serie A in un referendum indetto dalla "Gazzetta".
Domenica scorsa ha gioito per la conquista dello scudetto e della stella. Lunedì prossimo, infine, sarà eletto "calciatore dell'anno" dalla giuria di Radio MonteCarlo.

Franco Baresi diciannovenne da una settimana esatta al suo primo anno come titolare in serie A ha tutto vinto.

Prima ancora di vincere il campionato, ha vinto il suo scudetto personale di chi non voleva convincersi che un diciottenne all'esordio potesse imporsi con tanta autorità in una squadra d'alta classifica.

La sua storia può sembrare una favola, un sogno che per magia è diventato realtà.

Lui stesso, del resto, ammette in tutta onestà che mai avrebe immaginato di sfondare tanto presto. "Quando è stato ceduto Turone - racconta Baresi - ho pensato che questa poteva essere la mia stagione.
All'inizio della preparazione però, quando Liedholm diceva che sarebbe stato Bigon il libero del Milan, non mi sono più illuso.

A quel punto pensavo di poter giocare al massimo qualche partita, mai e poi mai immaginavo di diventare io il titolare della maglia numero sei
Figuriamoci se pensavo di andare così bene e di vincere al primo anno uno scudetto. No, davvero non ci credevo e ancora adesso stento a credere di aver vinto uno scudetto

E Vero Che Esistono Le FavoleMe ne renderò conto tra un pò quando sarà passato questo periodo di festeggiamenti.
Per Baresi però i festeggiamenti durano quasi dall'inizio della stagione perchè fin dalle prime partite il libero rossonero ha calamitato su di sè unanimi.

"Devo ammettere che sono un pò frastornato, questa per me è stata una stagione pesante a livello psicologico.
All'inizio giocavo in scioltezza e anche abbastanza bene. Ultimamente ho incominciato ad avvertire il peso della popolarità e forse ne ho risentito anche in campo".

La valanga di complimenti però, l'ha sfiorato senza travolgerlo. Baresi infatti è rimasto il ragazzo tranquillo che era un anno fa.

Non sembra proprio il tipo capace di montarsi la testa. Anche economicamente, percepisce lo stesso stipendio di un anno fa: 500.000 lire, meno di tutti i suoi compagni con i quali però divide i premi allo stesso modo.

"Non sono capace di piantar grane per i soldi - confessa timidamente - chiederò un aumento il prossimo anno, ma non penso che farò mai storie per l'ingaggio."...
Tanto sicuro e autoritario in campo, nella vita privata Baresi è sempre silenzioso. Con i giornalisti non si è mai trovato a suo agio, solo con i compagni più giovani, in particolare Minoia si scioglie ridendo e facendo scherzi.

Ultimamente si diverte da matti a prendere in giro suo fratello Giuseppe che da buon interista, durante il campionato aveva più volte preparato complicatissime tabelle sorpasso.

"Mio fratello - aggiunge Baresi - continuava a dirmi che l'Inter è più forte del Milan, ma alla fine ho avuto ragione io.
Mi ha detto che vuole venire alla festa dello scudetto perchtè l'Inter ci ha regalato tre punti su quattro io però gli ho risposto che non vogliamo interisti alla festa."

Rivera lo ha indicato tra i protagonisti di questo scudetto, ma lui, preferisce ricordare i nomi di altri compagni: Maldera per i suoi gol, Bigon per la sua esperienza preziosa nei momenti difficili, Albertosi per i suoi consigli a tutta la difesa oltre a tutte le parate naturalmente, Antonelli infine per il suo notevole contributo in fatto di classe.
Il miglior elogio lo riserva a Liedholm.

"Per me - sostiene infatti Baresi, è stato un vero maestro. Mi ha insegnato tante cose. La sua calma, la sua saggezza mi sono servite moltissimo. Non potrei mai ringraziarlo abbastanza."

Proprio nell'anno in cui Baresi ha convinto tutti, Baresi trova però il classico pelo nell'uovo. "Mi sarebbe piaciuto segnare un gol. Con un gol avrei raggiunto il vertice della felicità, ma non voglio esagerare, sono contentissimo così.

In ogni caso penso che posso giocare ancora meglio. So che adesso per me verrà il difficile perchè tutti esigeranno sempre di più da Baresi, ma io penso di poter progredire ancora. Di testa ad esempio non mi ritengo tanto forte."
Insieme con Maldera, Albertosi e Novellino è uno dei quattro milanisti ad avere giocato tutte le partite di campionato. Soltanto a Verona ha dovuto uscire prima per infortunio.

Dopo la sosta del campionato però è rientrato subito al suo posto, dimostrando di essere forte anche fisicamente.
Il dott.Monti infatti più volte disse che Baresi si sarebbe dovuto fermare almeno venti giorni perchè potesse guarire il suo ginocchio malandato.
Baresi però ha sempre resistito e in campo nessuno si è accorto dei suoi malanni.

Anche per questo Rivera ha scelto lui tra i protagonisti della stella. E davvero non si può dargli torto.

Alberto Cerruti
Gazzetta dello Sport

 

 

 

 





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